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23 luglio

LA QUESTIONE ARCHEOLOGI ACCOLTA IN PARLAMENTO

Approvato oggi 23 luglio 2008 dalla Camera dei Deputati un OdG con la quale si impegna il Governo ad affrontare la questione del riconoscimento e della regolamentazione della professione di archeologo.

L'OdG è stato presentato dagli on. Bruno Cesario (Commissione Bilancio, Tesoro e Programmazione), Marianna Madia (Commissione Lavoro), Marilena Samperi (Commissione Giustizia), Manuela Ghizzoni (Commissione Cultura, Scienza e Istruzione) e Laura Froner (Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo).

L'approvazione in Parlamento di questo OdG è un grande risultato politico, frutto di mesi di impegno dell'ANA per sensibilizzare il mondo politico e le istutuzioni alla situazione degli archeologi.

Un risultato reso possibile senz'altro anche dalla straordinaria partecipazione ottenuta dalla prima Manifestazione Nazionale degli Archeologi promossa dall'ANA a Roma il 14 giugno 2008, che a visto scendere in piazza centinaia di archeologi da tutta Italia per ottenere il riconoscimento della professione, più tutele e più diritti.

“Dopo anni di silenzio, oggi in Parlamento si torna finalmente a parlare della questione degli archeologi. E' un risultato molto importante per gli archeologi italiani – dichiara il Presidente dell’Associazione Nazionale Archeologi, Tsao Cevoli -, un risultato frutto dell'impegno dell'ANA e di tutti gli archeologi italiani che hanno partecipato alle nostre battaglie. È un passo importante per dare la dignità che meritano a migliaia di lavoratori professionisti ai quali ogni giorno è affidato un ruolo fondamentale nella ricerca, tutela e valorizzazione dello straordinario patrimonio archeologico del nostro paese, che per decenni, per colpa di una carenza normativa, sono stati costretti a operare, senza tutele né diritti, privi di qualsiasi forma di riconoscimento e regolamentazione della professione. Siamo grati ai deputati che hanno sollevato la questione in Parlamento, mostrando grande sensibilità verso le nostre problematiche, e a quanti in Parlamento hanno sostenuto il relativo OdG. Ora chiediamo anche al Ministro Bondi di fare un passo in avanti verso il riconoscimento delle professioni dei Beni Culturali, in nome del comune interesse di tutti gli italiani: tutelare nel migliore dei modi quel patrimonio unico al mondo che sono i Beni Culturali del nostro Paese”.

IL TESTO DELL'ODG

http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/odg/cam/fascicoli/frame.htm

LA CAMERA,

PREMESSO CHE:

il decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, all'articolo 2, commi 1 e 2, definisce il patrimonio culturale ed individua l'interesse delle cose che costituiscono beni culturali; lo stesso decreto, all'articolo 3, commi 1 e 2, definisce ed individua le forme e l'esercizio di tutela per tali beni ed infine, all'articolo 4, comma 1, attribuisce tali funzioni allo Stato e, in particolare, al Ministero per i beni e le attività culturali, al fine di garantirne l'esercizio unitario;

la Convenzione europea per la protezione del patrimonio archeologico, sottoscritta dall'Italia a Londra il 6 maggio 1969, impegnava i Paesi firmatari a «prendere le misure necessarie perché gli scavi archeologici vengano affidati unicamente a persone qualificate previa autorizzazione speciale»;

in attuazione dell'articolo 9 e nel rispetto del titolo V della Costituzione, il decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 30, recante «Modificazioni alla disciplina degli appalti di lavori pubblici concernenti i beni culturali», conferma l'interesse pubblico alla conservazione e protezione di beni sottoposti alle disposizioni di tutela di cui al decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, in considerazione delle loro caratteristiche oggettive;

il decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, recante «Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell'articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137», attribuisce carattere di specificità agli interventi ricadenti in ambiti assoggettati alle norme del decreto legislativo in questione, in ragione degli interessi pubblici attratti in tale ambito;

il citato decreto legislativo n. 30 del 2004 prevede, all'articolo 5, la definizione di specifici requisiti di qualificazione dei soggetti esecutori dei lavori, indicati all'articolo 1, comma 2 (scavi archeologici);

l'Autorità per la vigilanza sui lavori pubblici, in un atto di segnalazione al Governo e al Parlamento del 2 agosto 2005, rileva la grave inosservanza o applicazione distorta relativa alla mancata attuazione dell'articolo 5 del citato decreto legislativo n. 30 del 2004, laddove prevede che i requisiti specifici di qualificazione dei soggetti esecutori di lavori indicati all'articolo 1, commi 1 e 2, dovevano essere definiti con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, previa intesa in sede di Conferenza unificata Stato-città ed autonomie locali, da emanarsi entro 90 giorni dall'entrata in vigore del decreto legislativo n. 30 del 2004, quindi a far data dall'8 febbraio 2004, e la mancata attuazione dello stesso articolo 5, laddove prevede che entro 180 giorni dalla data appena indicata il Ministero per i beni e le attività culturali, previa intesa in sede di Conferenza unificata Stato-città ed autonomie locali, doveva apportare, ai sensi dell'articolo 8, comma 2, della legge n. 109 del 1994, e successive modificazioni, ulteriori modificazioni al decreto del Presidente della Repubblica n. 34 del 2000, in modo da disciplinare i contenuti e la rilevanza delle attestazioni di regolare esecuzione dei predetti lavori, ai fini della qualificazione degli esecutori, anche in relazione alle professionalità utilizzate;

le segnalazioni dell'Autorità per la vigilanza sui lavori pubblici sono rimaste disattese;

l'assenza di definizione di requisiti per la qualificazione dei soggetti esecutori di interventi concernenti beni culturali, oltre che in ambito di appalti pubblici, riguarda ed investe il settore privato, essendo anche i beni ricadenti in tale ambito sottoposti, qualora ne sussista lo specifico interesse, alle disposizioni del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42;

al fine di un'effettiva applicazione del suddetto decreto, la definizione di specifici requisiti di qualificazione dei soggetti esecutori di interventi in tale ambito deve riguardare, oltre che i soggetti giuridici e le imprese, anche le persone fisiche ed i professionisti che di fatto intervengono direttamente sul patrimonio;

il Ministro dell'economia e delle finanze, nel suo intervento alla Camera dei deputati del 17 luglio 2008, ha reso noto che il Governo sta lavorando ad un progetto per trasferire la proprietà del patrimonio pubblico a comuni e regioni che attualmente non risultano dotati delle adeguate risorse umane e professionali, al fine di una corretta e scientificamente adeguata tutela, gestione e valorizzazione,

IMPEGNA IL GOVERNO

ad adottare le necessarie misure per superare l'incertezza normativa relativa ai requisiti formativi e curriculari che debbono possedere i soggetti, pubblici e privati, ed i professionisti per l'esecuzione di scavi archeologici o di interventi assoggettati alle norme del codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 e in particolare degli interventi di cui all'articolo 89 del medesimo decreto, proprio in ragione delle particolari forme di tutela che il legislatore intende riconoscere a tali interventi.


9/1386/207. Cesario, Madia, Samperi, Ghizzoni, Froner.

L'on. Madia interviene alla Camera dei Deputati sulla questione degli archeologi

L'on. Marianna Madia tiene fede ad un impegno preso con i rappresentanti dell'ANA in occasione della prima Manifestazione Nazionale degli archeologi tenutasi a Roma il 14 giugno 2008, presentando un OdG per chiedere al Governo di impegnarsi ad affrontare la questione del riconoscimento della professione di archeologo.

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TESTO INTEGRALE DELL'INTERVENTO ALLA CAMERA DEI DEPUTATI DELL'ON. MADIA

Leggi l'intevento sul Blog dell'on. Madia
http://mariannamadia.ilcannocchiale.it/2008/07/23/per_i_beni_culturali_testo_del.html

Guarda il video dell'intervento dal sito della Camera dei Deputati
http://www.archeologi.org/public/camera_intervento_madia_22_luglio_2008.asx

il Comunicato Stampa diffuso da ADN-KRONOS

FINANZIARIA: MADIA (PD), SERVE RICONOSCIMENTO GIURIDICO PER ARCHEOLOGI
Roma, 22 lug. (Adnkronos) - "La manovra economica del Governo si pone in maniera decisamente negativa nei confronti dei beni culturali del nostro Paese. Taglia indiscriminatamente le risorse del Mibac, al punto tale che lo stesso ministro Bondi, pochi giorni fa di fronte al consiglio superiore dei beni culturali, si e' detto preoccupato per i tagli operati e si e' impegnato a far cambiare rotta al suo stesso Governo. Ebbene, i tagli operati al ministero con il maxiemendamento aumentano". Lo denuncia la deputata del Pd, componente della commissione Lavoro della Camera, Marianna Madia, intervendo sulla manovra economica alla Camera.
Questo Governo, rileva l'esponente del Pd, "sembra voler abdicare a quella che e' una funzione stabilita dalla Costituzione e dalla normativa, ovvero la tutela pubblica dei beni culturali. Per cambiare rotta chiediamo al Ministro Bondi di riordinare l'esercizio di una delle professioni piu' importanti legate alla tutela dei beni culturali: la professione dell'archeologo".
Oggi migliaia di archeologi italiani, rileva, "agiscono in un sistema completamente deregolamentato. Chiunque oggi potrebbe fare l'archeologo in qualunque condizione: non sono previsti i requisiti, non e' prevista una formazione adeguata, non e' prevista la certificazione della professionalita'. Tutto cio' in un settore, pero', come quello dell'archeologia, che la normativa riconosce di particolare interesse pubblico. E' chiaro -conclude - che la giungla normativa penalizza professionalita' e saperi di una scuola archeologica, come quella italiana, che e' tra le migliori del mondo".
Sec/Zn/Adnkronos

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il Comunicato Stampa diffuso da ANSA

MANOVRA: MADIA (PD), PENALIZZATI I BENI CULTURALI
(ANSA)
ROMA, 22 LUG - "La manovra economica del Governo si pone in maniera decisamente negativa nei confronti dei beni culturali del nostro Paese. Taglia indiscriminatamente le risorse del Mibac, al punto tale che lo stesso Ministro Bondi, pochi giorni fa di fronte al consiglio superiore dei beni culturali, si e' detto preoccupato per i tagli operati e si e' impegnato a far cambiare rotta al suo stesso Governo. Ebbene, i tagli operati al Ministero con il maxiemendamento aumentano".
E' quanto denuncia la deputata del Pd, componente della commissione Lavoro della Camera, Marianna Madia, intervenendo sulla manovra economica alla Camera.
"Questo Governo sembra voler abdicare a quella che e' una funzione stabilita dalla Costituzione e dalla normativa, ovvero la tutela pubblica dei beni culturali. Per cambiare rotta chiediamo al Ministro Bondi di riordinare l'esercizio di una delle professioni piu' importanti legate alla tutela dei beni culturali: la professione dell'archeologo. Oggi migliaia di archeologi italiani agiscono in un sistema completamente
deregolamentato. Tutto cio' in un settore, pero', come quello dell'archeologia, che la normativa riconosce di particolare interesse pubblico. chiaro - conclude la parlamentare - che la giungla normativa penalizza professionalita' e saperi di una scuola archeologica, come quella italiana, che e' tra le migliori del mondo".


L'on. Granata discute della questione archeologi con il Ministro Bondi

Su sollecitazione dell'Associazione Nazionale Archeologi, l'on. Fabio Granata, capogruppo PDL della Commissione Cultura alla Camera, si è impegnato ad incontrare mercoledì 23 luglio 2008 il Ministro Bondi anche per sottoporgli la necessità di porre rimedio all'assenza di qualsiasi forma di regolamentazione per la professione di archeolgo, professione che interviene direttamente su beni che rivestono interesse pubblico, costituzionalmente sancito e normato dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio.

I rappresentanti gli hanno chiesto, in particolare, all'on. Granata di sensibilizzare il Ministro su alcuni aspetti problematici del Concorso per archeologi recentemente bandito dal MiBAC e sulla necessità di provvedere ad una regolamentazione della professione di archeolgo.

"Siamo sempre stati i primi ad insistere a chiedere, anche attraverso gli incontri ufficiali al MiBAC già avuti nella precedente legislatura, che in Italia siano rafforzate le funzioni pubbliche di tutela, attraverso il rilancio del ruolo del MiBAC - ha sottolineato il Presidente ANA Tsao Cevoli - Il fatto che sia stato finalmente bandito un concorso è dunque positivo, ma d'altronde l'esiguo numero posti messi a concorso sia per archeologi che per altre figure professionali, rende ancor più evidente che non basta un concorso del genere a risolvere i problemi dei Beni Culturali e dei professionisti del settore, e che parallelamente oggi è necessario avviare una regolamentazione della professione di archeologo e di tutte le altre professioni che operano nel settore dei Beni Culturali, per affrontare problemi che riguardano migliaia di lavoratori in tutto il Paese".

L’ANA e le Associazioni dei professionisti dei BBCC a Montecitorio

LUNEDI' 21 LUGLIO 2008 alle ore 18.30 a Montecitorio presso Palazzo Marini si è svolto un incontro, promosso dall’on. Marianna Madia, su invito dell’Associazione Nazionale Archeologi, tra le on. Madia e Samperi e le Associazioni dei professionisti dei Beni Culturali.

Oltre all’Associazione Nazionale Archeologi, rappresentata dal Presidente Tsao Cevoli e da una delegazione del Comitato ANA Lazio, hanno partecipato l’Associazione Italiana Biblioteche, la Confederazione Italiana Archeologi, l'Associazione Nazionale Storici dell’Arte (A.Na.St.Ar), l’Associazione Nazionale Archivistica Italiana (ANAI), e la dott.ssa Rita Borioni, come esperta del settore.

L’on. Madia ha sottolineato il ruolo avuto dall'ANA nella costruzione del tavolo di confronto. L’on. Samperi ha letto e spiegato una prima bozza di disegno di legge cui stanno lavorando insieme per la definizione e la regolamentazione della professione di archeologo.

I rappresentanti dell'Associazione Nazionale Archeologi hanno espresso piena soddisfazione in quanto il Disegno di Legge, pur essendo ancora in fase di bozza da implementare, accoglie in pieno le tre principali richieste avanzate ufficialmente verso il MiBAC dall’ Associazione Nazionale Archeologi sin dalla precedente legislatura, e rilanciate con forza tramite l’appello firmato da centinaia di archeologi in occasione della prima Manifestazione Nazionale degli Archeologi a Roma il 14 giugno 2008:

- Il riconoscimento della figura professionale dell’archeologo tramite il suo inserimento nel Codice dei Beni Culturali;

- L’istituzione di un elenco/registro nazionale degli archeologi (e degli altri professionisti dei Beni Culturali) presso il MiBAC;

- L’istituzione presso il MiBAC di una Commissione per la definizione della figura professionale di archeologo (e delle altre figure professionali) e per la gestione dell’elenco/registro, composta da esperti del Ministero, delle Università e rappresentanti delle categorie.

Il resto dell'intervento si può visionare nel sito www.archeologi.org