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13 agosto

ANA-CIA: appello congiunto e petizione

Per tutti coloro che auspicavano una unione nelle forze di lotta per il riconoscimento della professione dell’archeologo,  l’appello congiunto ANA/CIA e la relativa petizione attivata dalla CIA e pienamente sottoscritta dall’ANA, inaugura fattivamente quella collaborazione di cui tutti sentiamo la necessità e mette da parte l’azione di una o dell’altra associazione mirando al bene collettivo degli archeologi. In questo senso i colleghi della CIA hanno prontamente sottoscritto la petizione e l’hanno attivata con repentinità, mentre l’ANA ha ritenuto utile aderire e pubblicarla anche sul proprio sito in modo da collegare le azioni di tutti.

Vi incitiamo pertanto a firmare a nome di tutti gli archeologi e delle due associazioni:

 

               www.firmiamo.it/concorsoarcheologi18072008

 

 

Vi preghiamo di leggere attentamente i contenuti della petizione, firmare e farla girare.

Ha bisogno del sostegno di tutti; segnalatela e fatela firmare.

rdp

 

 

 

Di seguito lo stralcio del testo della petizione che troverete in versione integrale sul sito sopraindicato e su quello della CIA:

“Al Presidente della Repubblica Italiana

Al Presidente del Consiglio dei Ministri

Al Ministro per i Beni e le Attività Culturali

Al Ministro della Funzione Pubblica

Il 18 luglio 2008 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale un bando di concorso presso il Ministero dei Beni Culturali che prevede l’assunzione di 100 funzionari tra cui 30 archeologi. L’ultimo concorso per archeologo al MiBAC era stato bandito nel 1999, ma per il livello più alto, da Archeologo Direttore Coordinatore, per il quale il requisito di accesso era il dottorato di ricerca o il diploma di specializzazione. Gli stessi titoli di studio sono oggi richiesti per un posto inferiore di ben due livelli, sia dal punto vista amministrativo che retributivo (…)

A fronte della richiesta di una formazione di altissimo livello, non saranno minimamente valutati altri titoli comprovanti la professionalità dei partecipanti, tra cui la produzione scientifica e l’esperienza maturata sul campo per conto delle stesse Soprintendenze.

Secondo tale logica i migliaia di laureati che da anni svolgono il ruolo di archeologi come collaboratori esterni delle Soprintendenze, operando sui cantieri, nei musei e nei magazzini, improvvisamente non sono ritenuti in grado di svolgere la funzione di archeologi nello Stato (…) Contemporaneamente è tuttora in fase di espletamento il concorso per Soprintendenti per in cui il requisito formativo di accesso è la sola laurea triennale. Potenzialmente tra un anno un Soprintendente laureato triennale potrà dirigere un funzionario specializzato!

Desta preoccupazione la distribuzione geografica dei posti messi a concorso. Dalla carta geografica del Ministero sono state completamente cancellate regioni come Lazio, Campania, Abruzzo, Molise e Basilicata. Le profonde modifiche apportate rispetto alla circolare che preannunciava il bando, con ben 27 posti su 30 assegnati al centro-nord, rendono lecito chiedersi siano state verificate le necessità specifiche dei territori.

La Confederazione Italiana Archeologi chiede che:

1.Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali si impegni a definire i requisiti formativi e le specifiche mansioni pertinenti i differenti livelli dei funzionari archeologi, di concerto con il MIUR, la Conferenza Stato-Regioni e le Associazioni di Categoria;

2.Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali pubblichi online la propria PIANTA ORGANICA in linea con le politiche di trasparenza delineate dal Ministero della Funzione Pubblica;

3.Venga bandito un nuovo concorso per archeologo per assegnare posti nelle regioni escluse dall’attuale bando.”

 

Si riporta inoltre il comunicato stampa dell’ANA relativo al commento del nuovo concorso (G.U.n.56); testo integrale sul sito www.archeologi.org. :

“A seguito dell’emanazione del bando di Concorso per Archeologo (G. U. 18 luglio 2008) l’Associazione Nazionale Archeologi esprime il disappunto per le modalità di distribuzione regionale dei posti messi a concorso, considerandole disomogenee, ingiustificate e non corrispondenti alle disposizioni ministeriali rese note nella nota Amm.ne, Prot. Num. 17739 del 26 Giugno 2008. (…) Le strutture periferiche del Ministero necessiterebbero, invece, di un sostanzioso potenziamento attraverso nuove ben più cospicue assunzioni, sia per consentire il trasferimento di competenze tra generazioni, sia perché solo la presenza di uffici periferici ben articolati permette una adeguata pianificazione del territorio e l’attuazione di efficaci azioni di salvaguardia del patrimonio archeologico. A ciò si aggiunga che la distribuzione territoriale, fortemente squilibrata, dei posti messi a concorso, condanna a gravi lacune di personale scientifico proprio alcune delle regioni italiane che vantano la maggiore concentrazione di Beni Culturali del Paese.

L’ANA denuncia, inoltre, il fatto che i criteri di selezione non tengono conto dei titoli curriculari, scientifici e professionali maturati nel corso degli anni dai professionisti del settore, mentre appare del tutto paradossale e contraddittorio che all’interno del MiBAC per il concorso per Dirigente Archeologo (posizione economica C3), attualmente in fase di espletamento, sia stato richiesto come requisito minimo la laurea triennale, mentre per l'attuale concorso per Archeologo (posizione economica F1, corrispondente alla precedente C1), cioè per un ruolo notevolmente inferiore, come requisito minimo sia richiesto il diploma di specializzazione o il dottorato di ricerca.

In conclusione le logiche che hanno presieduto all’emanazione di questo concorso, giunto dopo ben 13 anni dal precedente (per appena 11 archeologi, bandito nel 1995 ed espletato nel 1999), denotano il persistere di una linea che sta di fatto inesorabilmente portando al progressivo smantellamento dell’Amministrazione Pubblica del Patrimonio e al depauperamento del contribuito culturale e professionale delle giovani generazioni. L'Associazione Nazionale Archeologi ribadisce, pertanto, le sue critiche al bando e la necessità di intraprendere, invece, un vero potenziamento delle strutture pubbliche di tutela del patrimonio archeologico e di costruire un sistema organico di programmazione delle politiche dei beni culturali del nostro Paese, che coinvolga tutti i protagonisti attivi nel settore: università, soprintendenze, archeologi professionisti e imprese”.

21 luglio

Appello SETTIS

Cari Soci,

vi segnalo sul sito di Archeologia Viva una petizione assolutamente da firmare e far girare. Vi prego di porre molta attenzione a ciò che il prof. Salvatore Settis scrive, perché altro non è che una fotografia puntuale dello stato delle cose corredata di gravosi dati e del pericolo che stiamo correndo sulla fine di un Ministero.

La risposta  del sottosegretario al Ministero in questione, quello dei BB.CC. , F.M. Giro,  è opera di una persona che evidentemente non ha letto con attenzione l’accorato appello del prof. Settis a meno che non se ne voglia rilevare direttamente l’incapacità dialettica di intendere e di volere.

L’analisi puntuale nulla ha da recriminare direttamente al Governo attuale, ma ad una più ampia e generica politica  che fa riferimento anche al Governo precedente che ha disatteso le intenzioni di ampliare i bilanci del ministero, sottraendo nei fatti risorse ad un organo statale e contrastando in questo modo persino la Costituzione prevedendo che siano le regioni ad occuparsi dei beni culturali, sostanzialmente. Non solo la Saia e l’Isiao sono a rischio, ma l’intero sistema, dal quale anche noi dipendiamo come lavoratori, seppure indirettamente; nessun ragionevole cambiamento, ma il mercato e gli interessi che modificano distruggendo gli organi dello Stato nella deriva della terza repubblica.

La petizione è una risposta culturale, non possiamo che opporci a questo stato di fatto che banalizza puntuali analisi facendone fini politici da quattro soldi; verrà chiusa il 30 settembre e consegnata al Ministro Bondi.

Chiedere le dimissioni di uno studioso peraltro presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali e Paesaggistici (istituito nel 2007)  per le proprie idee  relative alla carica che ricopre, da un sottosegretario di un ministero non è indice di democrazia ma di latente dittatura: non vi sono idee politiche alla base dell’analisi proposta, ma un attento studio di cifre e stati di fatto da parte di un tecnico preparatissimo della materia ed uno degli studiosi più importanti che abbiamo.

(la petizione può essere trovata sul sito di Archeologia Viva

www.wikio.it/search/petizione+settis)

 

Dott.ssa Rossana Di Poce

28 giugno

Lobbi e Caste

Cari amici e colleghi,
purtroppo il nostro paese è sommerso da lobbi e caste ed il mondo dei beni culturali non fa eccezione.
Sono certo e convinto che istituzioni quali l'IsIAO e la SAIA devono assolutamente essere salvate ed infatti ho cercato di diffondere la lettera da sottoscrivere il più possibile. In egual modo, però, credo che debbano essere ripensate perchè oggi sono, anch'esse, diventate regni di lobbi che fanno arricchire singoli individui e, soprattutto, sempre gli stessi...
Vi invito inoltre a visitare questo sito per avere più notizie anche sulle problematiche relative alla scuola di Atene
 
 
Ce lo segnala il nostro socio M. Trabucco
 

27 giugno

Il Governo vuole "chiudere" l'IsIAO

Cari soci,
vi scrivo in merito ad una situazione che rasenta la follia.
Chi di voi, come me, lavora o ha lavorato per missioni all'estero non può non conoscere l'IsIAo (Istituo Italiano per l'Africa e l'Oriente). Bene. Per un motivo imprecisato, da un pò di giorni, il GOVERNO ITALIANO ha proposto la chiusura di questo istituo che ha permesso le più importanti missioni archeologiche all'estero del nostro paese...le più importanti, lunghe e significative.
Il GOVERNO ha proposto la chiusura di un'istituzione che è UNICA in Italia, attiva a livello internazionale nel campo dell'archeologia, del restauro e della conservazione dei beni culturali, nella ricerca scientifica e nella pubblicazione da oltre 100 anni. Con lo scopo di bloccare questa assurda iniziativa di un'Italia sempre meno attenta a ciò che è la ricerca scientifica ed alla cultura, vi invito a partecipare sottoscrivendo telematicamente (operazione estremamente semplice) la lettera che si sta inviando al Presidente della Repubblica affinchè possa aiutarci.
La lettera è pubblicata sul sito:  www.giuseppetucci.isiao.it.
sottoscriverla è importantissimo e noi, sia come singoli archeologi che come Associazione Nazionale Archeologi, dobbiamo intervenire ad ogni costo.
Vi si richiederà l'ente di appartenenza. Voi potete scrivere l'università o l'ente per cui lavorate o "Associazione Nazionale Archeologi".
Io ho preferito scrivere l'Associazione perchè non mi tocca unicamente come archeologo estremo-orientalista dell'Università Orientale di Napoli, non come archeologo che ha partecipato alle missioni all'estero che Tucci ci ha lasciato in eredità......MA COME ARCHEOLOGO E BASTA.
PERCHE' QUANTO STA FACENDO IL GOVERNO MI INDIGNA IN PRIMIS COME UOMO, POI COME ITALIANO, MA PRINCIPALMENTE COME ARCHEOLOGO.
Vi PREGO di aiutarci sottoscrivendo la lettera e di diffondere questa mail il più possibile.

Grazie a tutti